Yoga Sivananda

Per un praticante yoga alle prime armi la scelta dello stile non è molto semplice, poiché i tipi di yoga sono differenti e non sempre è così intuitivo capire bene la differenze tra uno e l’altro.

Alcuni stili sono più dinamici, altri più meditativi, l’ideale sarebbe provare a praticare con più insegnanti per valutare quale si avvicina maggiormente al nostro modo d’essere. Spesso si sente dire che lo yoga fa bene, che rende flessibili e fa passare, ad esempio, il mal di schiena, anche questo dipende dal percorso che si sceglie. Una cosa è certa, i principianti, dopo la lezione, sentendosi in pace con il mondo, si chiedono come sia possibile percepire il rilassamento sia fisico che mentale, già dalla prima lezione.

Lo yoga a differenza delle pratiche aerobiche è studiato per agire su differenti livelli, stimolando i canali energetici situati all’interno del nostro corpo, aiuta a liberare i blocchi fisici spesso causati dalla nostra mente e dallo stress della vita quotidiana.

Il metodo Sivananda si rifà ai testi classici indiani, il suo fondatore Swami Sivananda era un medico indiano, e ha studiato la sequenza della lezione per lavorare ad un determinato livello energetico proprio di questo stile.

La classe Sivananda inizia con degli esercizi di respirazione (pranayama) che permettono di riattivare e riequilibrare le energie all’interno del corpo (prana), permettendo un’adeguato apporto di ossigeno alle cellule e al sangue, generando una tranquillità mentale che aiuta a mantenere una buona concentrazione durante la pratica e a sviluppare la consapevolezza.
Successivamente si esegue il saluto al sole (surya namaskar) una sequenza di 12 posizioni che si ripetono, durante l’esercizio viene utilizzato il 90% del sistema muscolare, proprio per questo è considerato un buon riscaldamento prima di eseguire le asana.
Dopo qualche respiro in savasana (posizione di rilassamento) inizia la sequenza, il metodo Sivananda prevede prima le posizioni invertite, per stimolare i chakra superiori, poi le pieghe in avanti, quindi le pieghe in dietro, torsione vertebrale, posizione di equilibrio, allungamento laterale e in fine un rilassamento profondo guidato.

Le asana si tengono a lungo, la posizione stabile permette di entrare in contatto con se stessi, per ascoltarsi e percepire quello che succede al nostro corpo, regalandoci del tempo per noi, cosa davvero rara, inoltre come accennato prima, si porta l’attenzione al respiro. Questo generalmente viene dato per scontato, in realtà è la benzina del nostro corpo, quello che apporta energia. Tra un’asana e l’altra, c’è sempre qualche respiro in savasana, per dare il tempo al corpo di elaborare il lavoro effettuato durante la posizione.

Benefici a livello fisico: le posizioni vengono eseguite in successione, ognuna con la sua contro posizione, questo crea un’aumento della circolazione sanguigna e il sistema nervoso collegato alla colonna vertebrale viene riossigenato, permettendo una migliore flessibilità della colonna. Inoltre le asana stimolano le ghiandole e gli organi interni, permettendo un adeguato funzionamento di tutto l’apparato locomotore.

Benefici a livello mentale: durante la lezione le asana si tengono a lungo e l’attenzione viene portata continuamente al respiro, questo permette di sviluppare una buona concentrazione, inoltre portare la consapevolezza a quello che si sta facendo, permette di andare oltre l’esercizio fisico e di lavorare in maniera più profonda, ovvero calmando la mente e di conseguenza aiutando ad eliminare gli accumuli di stress.

Controindicazioni: non ci sono controindicazioni particolari per questa pratica, è adatta a tutti, è comunque consigliato parlare con l’insegnante prima della lezione, il confronto permetterà di adattare alcune posizioni in base alle esigenze del praticante.

E’ fondamentale ricordare che la pratica dello yoga è personale, per questo è necessario imparare ad ascoltarsi e a non paragonarsi agli altri.